Chi arriva al Triangolo d'Oro aspettandosi qualcosa di più del lungofiume con i souvenir trova questo, un museo grande costruito dentro una collina poco a monte di Sop Ruak. Lo volle la Principessa Madre dopo una visita alla confluenza, come proseguimento naturale del progetto di sviluppo di Doi Tung che aveva già tolto di mezzo il papavero, e lo realizzò la fondazione Mae Fah Luang a partire dal 1999. Non è una raccolta di curiosità sul contrabbando ma un museo storico serio, con un allestimento moderno, e per farlo con calma ci vuole un'ora e mezza.

Il percorso

Si entra da un tunnel di centotrentasette metri scavato nella collina, buio e con un sottofondo sonoro, che sbuca in un campo di papaveri ricostruito. Serve a togliere di dosso il tono da gita, e funziona. Da lì il percorso segue un ordine cronologico, dalla pianta e dai suoi usi medici antichi fino al commercio britannico verso la Cina nell'Ottocento, che è la parte migliore, con i manichini dei protagonisti dei due schieramenti, la distruzione dell'oppio a Humen e l'incendio del Palazzo d'Estate. La sezione sull'oppio in Siam ricostruisce una casa da tè cinese di Yaowarat con un uomo disteso a fumare, e ricorda che in Thailandia l'oppio era noto almeno dal regno di Rama I.

Gli oggetti e la sala finale

Una sezione intera è dedicata agli strumenti, dalle pipe alle lampade agli aghi alle bilance con i pesi a forma di animale, centinaia di pezzi molti dei quali bellissimi, ed è esattamente il punto imbarazzante che il museo non nasconde. Seguono la nascita della morfina e dell'eroina dalla chimica ottocentesca, il proibizionismo e la criminalità organizzata, una sala divertente sui nascondigli usati dai corrieri, e poi le conseguenze, con casi reali di famiglie e una parte sulle scuse che chi consuma racconta a sé stesso. In fondo c'è una stanza vuota per pensarci, e ha meno retorica di quanto ci si aspetti.

In pratica

I pannelli sono in thai e in inglese e c'è l'audioguida. All'interno fa freddo per la conservazione, quindi una felpa serve davvero, e ci sono un caffè e un parcheggio grande. Il biglietto è ridotto per gli anziani e per i ragazzi ed è gratuito sotto i dodici anni. Da non confondere con la House of Opium, il museo privato piccolo giù in paese, che costa una cinquantina di baht, si vede in mezz'ora e non sostituisce questo.

Informazioni utili

Orari
Da martedì a domenica 8:30 - 16:00, con l'ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
Chiuso il lunedì
Ingresso
Fra i 200 e i 300 baht per gli adulti stranieri secondo la fonte, meno per i thailandesi, ridotto per gli over 60 e i ragazzi, gratuito sotto i dodici anni
Come arrivare
A Sop Ruak, poco a monte del villaggio, con parcheggio proprio; songthaew da Chiang Saen in una decina di minuti
Indirizzo
Hall of Opium, Moo 1, Ban Sop Ruak, Wiang, Chiang Saen, Chiang Rai 57150
Sito ufficiale
maefahluang.org