Seconda isola della Thailandia per dimensioni, dopo Phuket e prima di Koh Chang, Koh Samui galleggia nel Golfo a una quarantina di chilometri dalla costa di Surat Thani, con un interno di colline coperte di giungla e un anello di spiagge tutt'attorno. Per gran parte del Novecento visse di noci di cocco, spedite a Bangkok a milioni ogni mese, e ancora oggi le piantagioni coprono l'entroterra e le palme arrivano fin sulla battigia. Il turismo è cominciato negli anni Settanta con i viaggiatori che sbarcavano dai pescherecci, ed è diventato in mezzo secolo l'unica economia dell'isola.

La strada circolare che gira attorno a Samui è lunga poco più di cinquanta chilometri e si percorre in un paio d'ore, il che rende facile capire com'è fatta l'isola. Il capoluogo e il porto principale è Nathon, sulla costa occidentale, dove attraccano i traghetti dalla terraferma, mentre la vita turistica sta tutta sul versante orientale e su quello settentrionale, e la parte meridionale resta la più tranquilla e la più rurale.

Le spiagge e le zone

Chaweng, sulla costa est, è la spiaggia principale, lunga, bianca e attrezzata, con dietro una strada di locali, centri commerciali e ristoranti che non si ferma mai, ed è la base di chi vuole tutto a portata di mano. Poco più a sud, Lamai offre la stessa sabbia con metà della folla e prezzi decisamente più umani. Sulla costa nord, Bophut e il suo Fisherman's Village sono la Samui elegante, fatta di case di legno restaurate, alberghi piccoli e cene con i piedi nella sabbia, mentre Maenam e le baie vicine restano silenziose e adatte a chi cerca soltanto di stare fermo. Choeng Mon, nell'angolo nordorientale, chiude il quadro con una baia riparata e poco profonda, buona con i bambini.

Cosa vedere a Koh Samui

Le stagioni, che qui sono rovesciate

È il dato che più spesso rovina un viaggio, perché Samui sta nel Golfo e non segue il calendario delle Andamane. Il periodo migliore va da gennaio ad aprile, con febbraio e marzo i mesi più asciutti e soleggiati, e una seconda finestra buona si apre in piena estate, quando su Phuket piove. I mesi da evitare sono invece quelli fra ottobre e dicembre, con novembre di gran lunga il più piovoso dell'anno e il mare mosso che ferma anche le escursioni. Chi programma la Thailandia in due tappe farà bene a leggere prima la pagina su quando andare in Thailandia, perché mettere Samui nel mese sbagliato è l'errore più comune di tutti.

Un'isola sotto pressione

Vale la pena saperlo prima di arrivare. Dopo che nel 2025 una serie televisiva molto vista ha ambientato qui la sua stagione, l'interesse per l'isola è cresciuto in modo brusco, e su un territorio piccolo questo si sente. La gestione dei rifiuti è il problema più visibile, con centinaia di tonnellate prodotte ogni giorno e discariche vicine alla saturazione, e l'acqua dolce è l'altro punto dolente, perché il consumo dei grandi alberghi è molte volte quello di una famiglia dell'isola. Non è una ragione per non venirci, ma è una buona ragione per riempire la borraccia invece di comprare bottiglie e per scegliere chi lavora con un po' di misura.

Come si arriva

L'isola ha un aeroporto piccolo e curato sulla costa nordorientale, con collegamenti diretti da Bangkok e da altre città della regione, che però resta una delle destinazioni interne più care del paese. L'alternativa economica passa dalla terraferma, con i traghetti che salpano dai moli della provincia di Surat Thani e impiegano fra l'ora e mezza e le due ore, spesso in combinazione con un autobus o con il treno notturno da Bangkok. È la strada più lunga ed è anche quella che costa una frazione del volo.