È la collezione privata di Thawee Buranaket, sottufficiale e collezionista di Phitsanulok, messa insieme in decenni girando le campagne della provincia a raccogliere quello che i contadini buttavano via man mano che arrivava la meccanizzazione. Non è un museo di stato ma una successione di edifici e capanne dentro un giardino, con le cose disposte da chi le ha usate, e il primo dei tre corpi è la casa di legno che il proprietario originario si costruì dopo il grande incendio del mercato del 1957, comprata poi dal collezionista per ospitare la sua raccolta.

Che cosa c'è

La casa più antica espone le fotografie della Phitsanulok di prima, l'incendio del 1957, il paesaggio urbano com'era e com'è diventato, e le comunità della provincia con le loro cerimonie, compresa quella di Bang Rakam da cui viene la razza di cani bangkaew. Il secondo edificio, in legno su due piani, raccoglie gli attrezzi della vita contadina di tutto il nord basso, divisi per uso, dalle grattugie per il cocco alle ceste, dalle giare per l'acqua agli attrezzi da pesca, con al piano di sopra i giocattoli, gli strumenti musicali, le armi e le lampade antiche. Alcune parti riproducono gli ambienti di una casa thailandese tradizionale, cucina e veranda comprese, con la culla e la ninnananna che parte da sola. Il terzo edificio è dedicato ai Thai Song Dam, il gruppo di origine laotiana emigrato qui da Lopburi e Ratchaburi, con le loro cerimonie per gli spiriti degli antenati e i matrimoni.

La sezione che sorprende di più è però quella delle trappole, decine di congegni di bambù e legno per topi, uccelli e pesci, ognuno con il suo meccanismo, che sono l'ingegneria contadina di un secolo fa e da sole valgono il biglietto.

La fonderia

Dall'altra parte della strada, gestita dalla stessa famiglia, c'è la fonderia di immagini di Buddha, dove si vedono le fasi vere del lavoro, dal modello in cera alla forma d'argilla, dalla colata del bronzo alla rifinitura a mano, su statue di ogni misura, comprese le copie del Chinnarat che partono da qui per i templi di mezzo paese. È la mezz'ora più interessante di Phitsanulok e quasi nessuno ci entra, ma l'ente del turismo raccomanda di telefonare prima di presentarsi, perché la lavorazione non è in corso a tutte le ore.

In pratica

Serve un'ora per il museo e mezz'ora per la fonderia. Le didascalie sono in thai e in un inglese sommario, quindi si guarda più che leggere. Il museo sta un chilometro e mezzo a sud del Wat Yai sulla stessa direttrice, e a piedi è un quarto d'ora. Trattandosi di una struttura familiare e non pubblica, conviene comunque una telefonata prima di andarci apposta.

Informazioni utili

Orari
Tutti i giorni 8:30 - 16:30
Giorni di chiusura
Chiuso il lunedì
Ingresso
Cento baht per gli stranieri secondo l'ente del turismo, cinquanta per gli adulti thailandesi e venti per i bambini
Come arrivare
Su Wisut Kasat Road, un chilometro e mezzo a sud del Wat Yai; un quarto d'ora a piedi oppure in tuk tuk
Indirizzo
Museo folk del maresciallo Thawee, 26/138 Wisut Kasat Road, Nai Mueang, Mueang Phitsanulok, Phitsanulok 65000