A partire dal 1889 Rama V fece costruire su Koh Si Chang la propria residenza estiva, perché l'aria dell'isola era considerata particolarmente salubre e la corte vi mandava a rimettersi i malati, compreso un figlio del sovrano. Il complesso, chiamato Phra Chudadhut Rajathan, comprendeva una dozzina di edifici in legno distribuiti su un versante organizzato a terrazze che scendeva fino al mare, ed è l'unico palazzo reale thailandese mai costruito su un'isola.

Perché fu abbandonato

Nel 1893, durante la crisi con la Francia per il controllo del Laos, una cannoniera francese risalì il Chao Phraya fino a Bangkok e le truppe francesi occuparono Koh Si Chang. Il re non vi tornò più, e l'uso reale del complesso cessò da un giorno all'altro. Pochi anni dopo fece smontare l'edificio principale in teak, che si chiamava Munthatu Rattanaroj, e lo fece rimontare nel giardino di Dusit a Bangkok, dove venne inaugurato nel 1901 con il nome di Vimanmek e dove si trova ancora, benché sia chiuso da anni per un lungo restauro. È lo stesso edificio che le guide descrivono come la più grande costruzione in teak dorato del mondo, e per capirlo bisogna venire a vedere il buco che ha lasciato qui.

Che cosa è rimasto

Non un palazzo ma il suo scheletro, il che è più interessante di quanto la descrizione lasci immaginare. Il versante è organizzato in ripiani collegati da scalinate di pietra, con i basamenti degli edifici scomparsi ancora leggibili, le vasche e le cisterne che raccoglievano l'acqua piovana e alcuni padiglioni minori restaurati che ospitano piccole esposizioni. Più in alto, a una decina di minuti di salita, si trova il Wat Asadangkhanimit, il tempio del palazzo, un edificio bianco a pianta circolare di gusto occidentale con la cupola e le vetrate colorate, che non somiglia a nessun altro tempio thailandese e da solo giustifica la salita.

In fondo al parco, sulla riva, resta il ponte di Asdang, il molo di pietra da cui la corte sbarcava, e accanto la piccola spiaggia sassosa di Hat Tha Wang, che non è un posto da bagno ma chiude bene la visita. L'area è aperta e gratuita, con i cartelli in thai e in inglese, e si gira in un'ora e mezza fra salite e discese, in un parco di alberi vecchi dove non c'è quasi nessuno.

Quando andarci

Sulle terrazze l'ombra è discontinua e nelle ore centrali il sole picchia, per cui conviene arrivare presto la mattina oppure nel tardo pomeriggio, quando la luce radente prende le scalinate e il tempio bianco. In entrambi i casi si tratta di camminare parecchio in salita, il che con il caldo dell'isola non è banale.

Informazioni utili

Orari
Il parco si gira nelle ore diurne; gli edifici restaurati che ospitano le esposizioni hanno orari propri
Giorni di chiusura
Alcuni edifici interni restano chiusi il lunedì
Ingresso
L'area del palazzo è ad accesso libero
Come arrivare
Sul versante sudorientale dell'isola, un paio di chilometri dal molo, raggiungibile con i tuk tuk giganti oppure con una mezz'ora di cammino
Indirizzo
Phra Chudadhut Palace, Ko Sichang, Chonburi 20120