Non una località ma una fila di villaggi distesi lungo una trentina di chilometri di costa nella provincia di Phang Nga, Khao Lak comincia un'ora a nord dell'aeroporto di Phuket e finisce dove la strada piega verso Takua Pa. Il mare delle Andamane arriva su spiagge lunghissime bordate di casuarine, gli alberghi restano bassi e nascosti nella vegetazione, e alle spalle la collina boscosa scende quasi fin sull'acqua. Chi ci arriva dopo Patong si accorge subito della differenza, perché qui la sera si cena e si va a dormire, e quello è esattamente il motivo per cui la gente sceglie questo posto.

Le spiagge

Si susseguono da sud a nord senza soluzione di continuità, separate solo da qualche promontorio e dalle foci dei torrenti. Nang Thong e Bang Niang sono le più servite, con i negozi, i ristoranti e il mercato dietro la strada, mentre salendo verso Bang Sak e Khuk Khak la sabbia si allarga e le presenze si diradano fino a lasciare tratti in cui non si incontra nessuno. L'acqua è calma e poco profonda per decine di metri, il che rende la costa comoda con i bambini, e i tramonti sull'orizzonte aperto sono la ragione per cui quasi tutti finiscono a bere qualcosa in riva al mare verso le sei.

Il motivo tecnico per venire fin qui

Khao Lak è il porto più vicino alle isole Similan e a quelle di Surin, e da qui partono sia le gite in giornata sia le barche appoggio per le immersioni, come racconta la scheda sulle immersioni alle Similan. È un vantaggio che vale solo per metà anno, perché quei due parchi marini restano chiusi da metà maggio a metà ottobre, e chi arriva fuori stagione trova gli alberghi aperti ma il mare senza le sue isole. Nello stesso periodo molte strutture riducono i servizi e il mare sotto costa si agita, quindi la stagione giusta va da novembre ad aprile, come spiega la pagina su quando andare in Thailandia.

La terraferma

Alle spalle della costa il parco nazionale di Khao Lak-Lam Ru protegge il promontorio che chiude il paese a sud, con il belvedere sulla scogliera, i sentieri nella foresta e la cascata di Ton Chong Fa. Un'ora più a est, nell'entroterra, si apre il ben più grande parco di Khao Sok, con la sua foresta pluviale e il lago di Cheow Lan punteggiato di zattere galleggianti, che è la gita di due giorni capace di cambiare la fisionomia di un viaggio. Verso sud, infine, la baia di Phang Nga si raggiunge altrettanto bene da qui che da Phuket.

Quello che è successo qui

Il 26 dicembre del 2004 questa costa fu la più colpita della Thailandia. Non c'era nessuna barriera a fermare l'onda, il litorale è quasi perfettamente piatto e gli alberghi stavano a poche decine di metri dall'acqua, e proprio qui si registrò l'altezza di risalita maggiore fuori da Sumatra. Le vittime accertate nella provincia furono più di quattromila, e le stime che tengono conto dei lavoratori birmani senza documenti sono più alte. I memoriali sparsi lungo la costa raccontano quella mattina senza retorica, e le torri di allarme e i cartelli azzurri delle vie di fuga che si vedono ovunque sono la parte pratica della stessa storia.

Cosa vedere a Khao Lak